Dal 1° giugno 2026 i cittadini italiani iscritti all'AIRE possono richiedere la Carta d'Identità Elettronica presso qualsiasi Comune italiano.
È una novità importante, attesa da tempo, che supera il precedente obbligo di rivolgersi esclusivamente al Consolato o al Comune di iscrizione AIRE e rappresenta un concreto passo avanti nella semplificazione dei servizi ai cittadini italiani residenti all'estero. Come spesso accade, però, una riforma si misura non solo da ciò che prevede la norma, ma anche da come il procedimento viene gestito nella pratica.
Il tema del nulla osta
L'allegato tecnico emanato dal Ministero dell'Interno prevede che, quando la richiesta viene presentata in un Comune diverso da quello di iscrizione AIRE, il Comune che riceve l'istanza acquisisca preventivamente il nulla osta dal Comune di iscrizione. Dal punto di vista operativo, questo significa che il completamento del procedimento continua a dipendere dalla risposta di un'altra amministrazione. Ed è proprio questo passaggio che sta alimentando un interessante confronto tra gli operatori dei servizi demografici.
Da un lato, l'allegato tecnico ministeriale descrive chiaramente questa modalità operativa e molti Comuni la stanno applicando per uniformarsi alle indicazioni ricevute. Dall'altro, alcuni esperti del settore osservano come tale adempimento possa rappresentare un aggravamento del procedimento difficilmente conciliabile con l'attuale assetto dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Oggi, infatti, ANPR comprende anche le posizioni AIRE e consente agli ufficiali d'anagrafe autorizzati di consultare direttamente le informazioni anagrafiche del cittadino.
Per questo motivo, secondo una parte della dottrina e della prassi professionale, la richiesta preventiva del nulla osta potrebbe risultare ridondante, poiché le verifiche necessarie sarebbero già effettuabili attraverso la banca dati nazionale. Non si tratta tanto di stabilire quale interpretazione sia "giusta" o "sbagliata". Entrambe le modalità possono trovare una propria legittimazione: applicare integralmente le indicazioni ministeriali oppure ritenere sufficiente la consultazione diretta dei dati presenti in ANPR. Il vero tema è un altro.
Quando la semplificazione rimane a metà
Pensiamo a un cittadino AIRE che rientra in Italia soltanto per pochi giorni durante le ferie estive. Oggi può finalmente presentare la domanda di rilascio della CIE in qualsiasi Comune. Se però il procedimento resta sospeso in attesa del nulla osta proveniente dal Comune di iscrizione AIRE, il rischio concreto è che debba ripartire senza aver ottenuto il documento. Il paradosso è evidente. La riforma elimina il vincolo geografico della presentazione dell'istanza, ma la conclusione del procedimento continua a dipendere dalla rapidità dello scambio di informazioni tra amministrazioni. Ed è qui che emerge una riflessione più ampia.
Il tema non è il nulla osta. È il modello organizzativo.
L'episodio dimostra quanto la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non possa limitarsi alla digitalizzazione dei servizi. Una vera semplificazione si realizza quando vengono ripensati anche i processi amministrativi. Se un'informazione è già disponibile all'interno di una banca dati nazionale, è legittimo domandarsi se debba continuare a essere richiesta attraverso comunicazioni tra enti oppure se possa essere acquisita automaticamente, mantenendo gli stessi livelli di controllo e sicurezza.
È esattamente questo il principio che ispira il modello di interoperabilità della PA e, più in generale, il principio europeo del Once Only: evitare che informazioni già disponibili all'interno delle amministrazioni debbano essere richieste, trasmesse o verificate più volte senza una reale necessità.
Una riflessione che va oltre la CIE
Probabilmente il dibattito di queste settimane non riguarda soltanto il rilascio della Carta d'Identità Elettronica agli iscritti AIRE. Riguarda il modo in cui immaginiamo la Pubblica Amministrazione dei prossimi anni. Una PA realmente digitale non è quella che permette semplicemente di presentare una domanda online o presso un ufficio diverso. È quella in cui i dati già disponibili circolano tra amministrazioni in modo sicuro, controllato e immediato, senza trasformare ogni procedimento in una sequenza di richieste, autorizzazioni e attese che il cittadino continua a percepire come burocrazia. Per questo motivo il tema del nulla osta rappresenta molto più di una questione procedurale. È un'occasione per riflettere su quanto l'interoperabilità possa diventare uno strumento concreto di semplificazione, capace di ridurre i tempi dei procedimenti senza rinunciare alle garanzie di legge. Perché la vera innovazione non consiste soltanto nel poter presentare una domanda ovunque, ma nel fare in modo che quella domanda possa concludersi ovunque con la stessa rapidità, la stessa efficienza e la stessa qualità del servizio.







