L’interoperabilità non è un obiettivo fine a sé stesso. È il presupposto tecnologico che permette al principio Once Only di diventare concreto.
Quante volte un cittadino si trova ancora oggi a comunicare gli stessi dati alla Pubblica Amministrazione? Codice fiscale, indirizzo, documenti, certificazioni: informazioni già fornite a un ufficio che vengono richieste nuovamente da un altro ufficio dello stesso Ente o da un’altra Amministrazione. È proprio questo che il principio Once Only punta a superare.
Un’informazione dovrebbe essere fornita una sola volta
Il principio Once Only prevede che un’informazione già comunicata a una Pubblica Amministrazione non debba essere richiesta nuovamente al cittadino, quando la normativa consente il riutilizzo del dato e nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali.
Il principio trova un importante riferimento nel Regolamento (UE) 2018/1724, relativo al Single Digital Gateway, ed è reso operativo, per gli scambi transfrontalieri, dal Regolamento di esecuzione (UE) 2022/1463.
Ma perché questo modello possa funzionare è necessario un elemento fondamentale: l’interoperabilità tra i sistemi informativi delle amministrazioni.
Senza interoperabilità, il Once Only resta un principio
Per evitare che cittadini e imprese debbano fornire più volte le stesse informazioni, i sistemi delle Pubbliche Amministrazioni devono essere in grado di:
scambiarsi dati in modo sicuro; utilizzare standard condivisi; dialogare attraverso API documentate; garantire qualità e aggiornamento delle informazioni; assicurare la tracciabilità degli scambi.
L’interoperabilità, quindi, non significa semplicemente collegare due software. Significa costruire un ecosistema digitale nel quale ogni amministrazione possa utilizzare, quando autorizzata, informazioni già disponibili presso un altro Ente, evitando duplicazioni, errori e verifiche ripetitive. È la direzione indicata anche dal Modello di Interoperabilità di AgID e dal Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, che individuano nella capacità dei sistemi di dialogare uno degli elementi fondamentali per rendere concretamente applicabile il principio Once Only.
Cosa cambia per gli Enti
Per le Pubbliche Amministrazioni, una maggiore interoperabilità significa: meno attività manuali, perché molti dati possono essere recuperati direttamente dalle fonti disponibili; meno verifiche ripetitive, grazie alla possibilità di utilizzare informazioni già presenti presso altre amministrazioni; meno errori e duplicazioni, perché il dato può essere acquisito dalla fonte competente; procedimenti più efficienti, con una riduzione dei passaggi amministrativi e dei tempi di lavorazione.
Cosa cambia per cittadini e imprese
Per il cittadino il risultato è ancora più immediato: una Pubblica Amministrazione che non chiede continuamente ciò che già conosce. Significa meno documenti da presentare, meno moduli da compilare, meno passaggi tra uffici e procedure più semplici. Ed è proprio qui che la trasformazione digitale diventa realmente percepibile. Non nella semplice digitalizzazione di un modulo o nella sostituzione della carta con un file, ma nella capacità delle amministrazioni di collaborare e scambiarsi informazioni, riducendo gli adempimenti richiesti alle persone.
Dalla digitalizzazione alla semplificazione
In A Software Factory lavoriamo affinché l’interoperabilità non rimanga un concetto tecnologico, ma diventi uno strumento concreto di semplificazione per gli Enti Locali.
Dalla progettazione delle integrazioni alla gestione delle API, fino al dialogo con i diversi ecosistemi digitali della Pubblica Amministrazione, l’obiettivo è accompagnare gli Enti nella costruzione di servizi capaci di utilizzare meglio le informazioni già disponibili. Perché la trasformazione digitale non consiste semplicemente nel trasferire online un procedimento. Significa ripensare il modo in cui dati, sistemi e amministrazioni collaborano tra loro.
E fare in modo che questa collaborazione produca un risultato concreto: meno adempimenti per cittadini e imprese, meno attività ripetitive per gli operatori e procedimenti più semplici, veloci ed efficienti. Perché il vero obiettivo dell’interoperabilità non è far comunicare i software ma far funzionare meglio la Pubblica Amministrazione.








